Serie D - campionato Italiano a squadre: il gruppo, la squadra
6.5.2008Prima di tutto ringraziamo chi è stato con la squadra e non ha giocato ed ha sofferto, ha imprecato ed ha gioito con e per la squadra. In nostro pensiero deve necessariamente andare a Peppe a Giorgio, a Carlo, a Mario, a Simone, a Eldar, a Luca e ad Alessandro e poi a chi, da lontano, anche da molto lontano, faceva sentire il suo incitamento o a chi con una semplice chiamata o con l’invio di molti sms era li con noi. Abbiamo visto sicuramente una squadra tosta ed unita sulla quale costruiremo il nostro futuro. Era quello che desideravamo di più e che ci ripaga anche se non siamo riusciti a salire di serie. Un pensiero va anche ai tutti i tifosi della Lazio che sabato erano a Fiumicino per sostenere la nostra squadra ed il nostro progetto. Ma ora veniamo a chi era in campo ed ha giocato, sofferto, vinto, perso, gioito e pianto:
Marco BOSCO: trasforma la sua personalità ed il suo carisma in una fortissima carica per tutta la squadra; è il capitano fuori campo, chiama, urla, incita e detta i tempi lasciandosi andare nella gioia più sfrenata quando il piccolo Diego fa il punto proprio nella partita con gli ex di Grosseto, gioca un solo incontro segnado un goal bellissimo;
Massimiliano AMADEI: vicino alla squadra, nei momenti importanti non manca mai, il suo apporto è fondamentale e lo è da sempre, in effetti è il vero talent scout ovvero quello che da subito ha puntato sui giovani. Sprona i compagni a fare bene, anche lui gioca una sola partita e la perde ma con onore che da sempre lo distingue;
Paolo BARTOLOMEO: “one man one show”, Paolo vince sempre e pareggia, in simbiosi con la squadra da la scossa quando serve, se siamo così in alto lo dobbiamo sopratutto a lui per il lavoro svolto durante l’anno, ma noi lo sapevamo e siamo contenti di aver ritrovato un grande giocatore e sopratutto di aver trovato un grande amico;
Andrea LAMPIS: una persona educata che porta la sua scatolina dalla Colombia per stare con i suoi amici, si sacrifica non solo economicamente ma sopratutto sul campo lasciando liberi Paolo e Diego di esprimersi al meglio ma non solo visto che i suoi punti sono sempre pesanti. E’ lo Jedi, si vede e si sente nell’aria la sua energia positiva;
Cipunno CASCIOLI: Cascioli è Cascioli, Cipunno è semplicemente magico e una persona così bisognerebbe inventarla, noi gli vogliamo bene perchè è una persona splendida, un amico, un punto fermo di questa squadra e, in questo campionato, alla squadra porta punti fondamentali, rinquora e carica Diego nei momenti di difficoltà;
Diego TAGLIAFERRI: L’allievo padwan sta con il gruppo e gioca per la squadra, quando viene chiamato a fare la punta vince, convince e sopratutto si diverte, straordinarie le partite con PETRINI ed ALESSI; in finale con Imperia è sfortunatissimo (prende ben 3 pali….). Quando entra nel secondo tempo raddrizza sempre la situazione facendo l’eco, da buon allievo padwan, allo jedi, se necessario;
Stefano TAGLIAFERRI: suona la carica con la Ternana e la squadra ribalta il risultato, urla e si sbraccia e sopratutto consegna i suoi 0-0 alla punta di turno e tiene duro quando serve e se serve;
- Peppe Merola: non era in campo ma la sua forza zen era con noi è un’altro Jedi.
Questo è quello che di meraviglioso abbiamo fatto assieme che va al di la del risultato sportivo; il campionato che abbiamo concluso non è stato solo una partita di Calcio Tavolo ma una catena di fattori tra il tuo risultato, quello degli altri, quello dell’altra squadra, quello della prossima squadra che andrai ad incontrare; la tua concentrazione, quella del tuo compagno, lo spirito di squadra, la forza di chi è in campo e di chi ti sta accanto che suda più di te e che sta sempre con il cuore in gola visto che a la visuale di tutti i campi e di tutte le azioni. Le decisioni dell’arbitro, a volte avverse, la sfortuna ed altri mille fattori. “IL TEMPO CHE SCORRE, LA MANO CHE TREMA, IL TIRO SBAGLIATO,LA SQUADRA CHE PERDE…”, questa è la scena che tutti noi abbiamo in mente ricordando lo spareggio nel play-off con Imperia; questo non dobbiamo mai dimenticarlo, perchè il dato di fatto è che abbiamo fallito la promozione in “C” ed abbiamo fallito solo quello, abbiamo sbagliato una partita, per il resto, come detto, dobbiamo essere molto soddisfatti per come sono andate le cose. Analizzando che giochiamo una sola volta a settimana e che abbiamo affrontato squadre molto più esperte della nostra, possiamo dire con certezza che abbiamo fatto un grandissimo campionato, è mancato il miracolo finale. La prossima stagione alcune cose cambieranno, giocatori nuovi che arriveranno e giocatori che andranno via, giocatori che giocheranno e giocatori che si dovranno mettere da parte, giocatori che vogliono imparare e che dovranno essere premiati, giocatori che devono diventare giocatori e che stanno imparando anche a mandare giù il boccone amaro per fare tesoro di tutto. Giocatori che non saranno più persone qualsiasi ma giocatori della Lazio e per la Lazio. Chi scrive questo articolo è veramente orgoglioso di quello che questo gruppo e questa squadra ha fatto.
Uff. Stampa S.S. Lazio Calcio Tavolo
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