La Lazio torna da Napoli con un punto e un po’ di rammarico
16.10.2005NAPOLI – LAZIO 2-2 (p.t. 1-1)
NAPOLI: Cristian Bertoni, Correja Duglas, Rodrigo Bertoni, Correja Henry, Henrique, Romulo Bertoni, Mazzocchi, Campano, Maicon, Riccardi, Juninho, Pace. All. Deda
LAZIO: Grammatico, Ricci, Alcaraz, Rossa Bruno, Manzali, Lopez, Scandolara, Forghieri, Bachega, Gaucci, Bellomo Ringis, Bernardi. All. Tallarico.
Marcatori: 15’ Correja D. (N), 18’ Forghieri (L) del p.t.; 10’ Manzali (L), 19’44” Campano (N) del s.t..
Ammoniti: Henrique, Mazzocchi, Rossa, Bellomo Ringis, Bretoni Romulo. Tiri liberi: 0/0 e 0/0 Arbitri: Marchetti e Guicciardi.
Finisce con un 2 a 2 senza vincitori né vinti il match tra Napoli e Lazio, andato in scena al Palavesuvio di Ponticelli nell’ambito della quinta giornata di campionato. In questa sorta di derby tra compagini biancazzurre entrambe auspicavano di infilare una prova maiuscola e tornarsene a casa col conforto dei 3 punti. Il Napoli per riscattare lo scivolone casalingo col Terni, la Lazio per infilare un tris di vittorie che avrebbe capitalizzato al meglio lo scontro diretto tra Roma e Luparense. Entrambe, alla fine, si sono dovute contentare della classica divisione della posta. Delle due la più delusa è certamente la Lazio, se non altro perché sino ad una manciata di secondi dalla fine conduceva il risultato sul punteggio di 1 a 2. La beffa, una vera e propria doccia fredda, è giunta proprio a 16” dal termine, quando i partenopei hanno capitalizzato al meglio un rimpallo e hanno trafitto Bernardi con una rete di Campano. Un match sostanzialmente equilibrato, comunque, quello andato in scena sotto le pendici del Vesuvio. La prima frazione di gioco s’è chiusa sul punteggio di 1 a 1, coi campani passati in vantaggio al 15’ con Correja e raggiunti 3’ dopo da una rete di Forghieri. Una frazione di gioco, la prima, che ha visto ambedue i quintetti concedere ben poco agli attaccanti avversari. Una conferma quella della buona tenuta del pacchetto arretrato partenopeo: già nelle prime 4 giornate i biancoazzurri napoletani avevano messo in mostra una buona solidità difensiva, con appena 11 reti al passivo. Nella ripresa la Lazio ha aumentato il ritmo sino ad approdare al meritato vantaggio, siglato a metà frazione dal “solito” Denilson Manzali, che dopo la retrocessione dello scorso anno col Genzano aveva forse un conto in sospeso coi campani. A quel punto i biancocelesti di Tallarico non hanno saputo profittare degli spazi creatisi nella retroguardia ospite, tra l’altro priva del portiere, sostituito dal jolly nel disperato tentativo di raddrizzare il match. Un po’ di recriminazioni sulla panchina capitolina per un affondo di capitan Bellomo Ringis conclusosi con un placcaggio degno del football americano. Un’espulsione in quel frangente avrebbe probabilmente cambiato le sorti del match. Ed il “non dire gatto se non c’è l’hai nel sacco”, il classico detto d’estrazione trapattoniana, s’è materializzato a pochi secondi dal termine, sebbene già negli ultimissimi minuti i romani avessero allentato le proprie maglie difensive, palesando poca sicurezza in fase di possesso palla. È stato proprio quello il difetto maggiore che ha poi schiuso ai padroni di casa, sospinti dal proprio pubblico, le porte per raddrizzare il risultato a pochi frangenti prima del triplice fischio.
Daniel Lestini
Fonte: www.sslazio-c5.it
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