La Lazio Volley fa “muro” sul Palazzetto
14.10.2005Roma, 13 ottobre 2005 - “La Lazio Pallavolo non mollerà mai. Solo le istituzioni sportive ci hanno aiutato, quelle politiche in questa città hanno stabilito di creare delle difficoltà a chi vuole fare sport di livello. L’unico impianto pubblico a norma (il palazzetto al Flaminio, ndr) è stato dato in gestione ad un privato (l’ingegner Toti, proprietario della Lottomatica Roma e della Virtus Volley, ndr): chi a Roma vuole fare solo sport è destinato a sparire ma noi finchè ci saremo continueremo a fare pallavolo”.
E’ un j’accuse alle istituzioni locali capitoline, Campidoglio in testa, quello che il presidente della Lazio Pallavolo, Giorgio D’Arpino, lancia in occasione della presentazione della prossima stagione che vedrà i biancocelesti impegnati in B2 dopo la terribile annata conclusasi con la retrocessione. La questione è la solita: la disponibilità dell’impianto di Viale Tiziano, ormai gestito dalla Virtus di Toti che comunque ospiterà le performance della Lazio. Una vera transumanza quella cui saranno costretti gli atleti dell’Aquila, che giocheranno il sabato alle 18 e potranno allenarsi sul proprio terreno solo il lunedì dalle 20 alle 22; il martedì e il mercoledì dalle 21 alle 23 borsa in spalla al Villa Flaminia; il venerdì al maneggio.
La rabbia per questo “sfratto” è palese e non viene nascosta dal massimo dirigente del sodalizio che gioca sotto rete dal 1951, ereditando il destino della Ospedalieri, prima compagine del Lazio a fregiarsi dello scudetto. “Nessuno ci fa vedere il contratto tra i Toti e la Coni Servizi Spa, ma noi supereremo ogni difficoltà: giocheremo alle 2 di notte, ci alleneremo anche a mezzanotte - ripete un combattivo D’Arpino - Il primo istinto è stato quello di mollare ma poi ho pensato: perché andare via quando ci siamo dal 1960″. L’attacco alle amministrazioni locali è senza mezzi termini, legato ad una situazione nata prima dall’abbandono della Virtus Basket degli storici impianti di Settebagni, passando per l’inaugurazione tra squilli di tromba, rivelatisi poi stonati, del Palalottomatica (il Palaeur), fino all’assegnzione del palazzetto dello sport, con una trattativa privata i cui riscontri economici sono ancora e, stranamente, top secret. “Roma sta diventando un palcoscenico, dove vale solo l’evento: si fa passerella, si raccolgono consensi ma si va ad investire da un’altra parte - denuncia ancora D’Arpino - Si pensa agli eventi ma non alle strutture che ne sono il presupposto primario. Il palazzotto resta resta l’emblema dello sport dilettantistico romano. E’ scandaloso quanto successo, abbiamo chiesto il Colosseo, lo copriamo, lo sistemiamo e ci giochiamo…”. L’unico sconto ai politici viene fatto a Silvano Saccares, assessore alla Cultura e allo Sport del XVII Municipio, definito la “sentinella” della Lazio Volley circa bandi e concorsi in gardo di dare un sostegno logistico ed economico alla squadra.
Passando a schiacciate e battute, la Lazio punta ad un campionato di media alta classifica, e con il probabile inserimento di Gianni Mascagna e Andrea Ghiurgi, ai playoff promozione. “Lo scorso anno abbiamo speso 280.000 euro, quust’anno ne investiremo 130.000 - rivela D’Arpino - Non vogliamo essere più polli da spennare, come spesso pensano atleti nati a Roma. Abbiamo rinnovato il nostro sestetto puntando su giovani che credono all’attaccamento alla maglia e alla nostra storia”.
Il via sabato 15 ottobre in trasferta contro la Trasimeno Volley Perugia e per vincere ci saranno due motivi ulteriori: onorare la memoria di Renzo Nostini e Giulia Ricciuti. L’uno, presidente della Lazio Generale, è scomparso il 29 settembre scorso; Giulia, 17 anni, giovane aquilotta, è deceduta in un incidente stradale.
Gianluca Penna - Romaone.it
(foto romaone)