Le leonesse siamo noi

9.10.2005

Campionato Italiano Calcio femminile - Serie A2 Prima giornata girone di andata

Roma – È iniziato con un’impresa il campionato della S.S. Lazio Calcio femminile, impresa ottenuta col cuore, col coraggio e con una grinta che lascia ben sperare per il prosieguo del torneo. Ma procediamo con ordine. Per la prima di campionato Roma regala una giornata di sole caldo e sugli spalti del campo di Via Vitellia ci sono oltre 150 spettatori, tra i quali si fa notare anche un piccolo gruppo di sostenitori della squadra ospite, il Brescia. La Lazio gioca con una casacca grigia, calzoncini e calzettoni scuri, mentre le ospiti sono in completa tenuta bianca con la classica “V” azzurra sul petto. All’inizio dell’incontro viene osservato un minuto di silenzio in ricordo di Renzo Nostini, il Presidente della Lazio Polisportiva, recentemente scomparso a Roma. Le ragazze portano il lutto al braccio.

L’avvio è delle padrone di casa, che mostrano un palleggio più spigliato ed una determinazione maggiore delle avversarie. I primi minuti scorrono via senza grandi sussulti fino al 18°, quando l’arbitro fischia una punizione dal limite per le biancocelesti. Si incarica della battuta il numero 10 Emanuela Coluccini che lascia partire un violento tiro centrale, ma carico d’effetto che il portiere azzurro non riesce ad intercettare. La Lazio è in vantaggio. Da questo momento, però, la partita cambia e sono le bresciane a prendere in mano le redini dell’incontro, imponendo un pressing alto sulle portatrici di palla biancocelesti, che in più di un’occasione mette in difficoltà la retroguardia delle ragazze della O’Brien. È in occasione di una di queste ripartenze che il Brescia riesce a raggiungere il pareggio. Le ragazze lombarde nel giro di pochi secondi arrivano al tiro tre volte, le prime due ribattute dalla difesa biancoceleste, la terza solamente deviata, ma è un tocco che trae in inganno l’incolpevole Veronica Brilli che può solo osservare la sfera insaccarsi nell’angolo basso alla sua sinistra. Il pareggio è sicuramente meritato, anche se in chiusura di tempo un tiro-cross un po’ sbilenco per poco non beffa l’estremo difensore bresciano, che battezza fuori un pallone che invece si stampa sull’incrocio e rientra in campo, dove nessuna biancoceleste è pronta a ribattere a rete. Da segnalare anche un intervento scomposto di Valentina Foschi, che quasi sul fischio dell’intervallo si fa ammonire per un’ingenuità che poteva e doveva essere evitata.

La ripresa si apre con una Lazio nuovamente padrona del campo, che riesce in ben tre occasioni a portare al tiro la nuova entrata Silvia De Luca (14 anni appena!), con la sfera che lambisce per due volte il montante destro ed una che finisce tra le braccia del portiere avversario. In un rovesciamento di fronte l’arbitro giudica volontario un intervento di mano della Foschi, che riceve il secondo giallo e guadagna anzitempo la via degli spogliatoi. Lazio in 10 e Brescia che comincia a crederci. Malgrado ciò le biancocelesti non demordono e continuano a gestire l’incontro con una certa disinvoltura. La partita però comincia a farsi dura, anche a causa di alcune decisioni dubbie del direttore di gara, che intorno al 25° assegna un calcio di rigore al Brescia, che ai più era sembrato un fallo in attacco dell’avanti lombarda. Vibranti quanto inutili le proteste.

Dal dischetto si incarica del tiro la numero 7 bresciana, piatto alla destra della Brilli che riesce solo a sfiorare la palla. 2 a 1 per il Brescia. Il nervosismo, se possibile aumenta, e Roberta Di Pastena si rende protagonista di un intervento da dietro sicuramente duro, ma che l’arbitro decide di punire con un rosso diretto che è parso oltremodo eccessivo. A questo punto Lazio in nove e sotto di un gol a meno di dieci minuti dal fischio finale. Le biancocelesti però non ci stanno e malgrado la doppia inferiorità, continuano a premere, lasciando ampi varchi alle bresciane, che in un paio di occasioni vengono fermate sul filo del fuorigioco dal collaboratore dell’arbitro. Siamo al 90° e sono stati appena comunicati 4 minuti di recupero. La Lazio ruba un pallone a centrocampo con la Coluccini. La numero 10 biancoceleste, leggermente decentrata, si porta a spasso due giocatrici del Brescia e raggiunto il vertice sinistro dell’area di rigore, rientra sul destro e lascia partire un tiro a girare che si insacca sotto l’incrocio dei pali opposto della porta bresciana. È il pareggio, con la Coluccini che corre verso le tribune baciando la maglia e le compagne che la sommergono con un abbraccio liberatorio. Gli ultimi minuti sono caratterizzati da scaramucce in campo e da un’azione confusa in area laziale che si conclude con un provvidenziale intervento del numero uno Veronica Brilli, che conferma, con una parata che vale un gol, le motivazioni della recente convocazione in azzurro. La partita finisce con le ragazze del Presidente Elisabetta Cortani che corrono sotto le tribune a raccogliere l’applauso dei presenti, per poi avviarsi verso gli spogliatoi intonando un coro che è tutto un programma: “Pareggiamo pure in 9, pareggiamo pure in 9!”. Oggi le leonesse d’Italia abitano a Roma.

Lazio – Brescia: 2-2

Lazio.net polisportiva

Articoli correlati:

  • Nessun articolo correlato