Interviste: le atlete biancocelesti si raccontano

30.6.2005

Silvia Parietti: la neo campionessa italiana si racconta.

Come hai vissuto i giorni seguenti alla vittoria in terra abruzzese? “Sono tornata la sera stessa a casa e subito ho trovato una bellissima accoglienza…palloncini, bandiere e striscioni che avevano preparato i miei amici più cari. Ad aspettarmi c’era tanta gente a cominciare dai miei genitori che per scaramanzia avevano preferito non venire a vedere la gara, dagli amici, dai vicini, dai giornalisti. Io ancora non ci credevo e mi sembrava così strano. La mattina seguente sono venuti a prendermi gli amici con cui mi alleno di solito e naturalmente mi hanno costretto subito ad indossare la maglia. Pedalando ho incontrato tantissima gente che mi chiamava, si complimentava, per non parlare del telefono. Ho ricevuto tante telefonate di congratulazioni da sponsor, colleghe, ex direttori sportivi. E’ stato piacevole constatare che la mia vittoria era piaciuta a tutti e tutti erano concordi che questo era il giusto premio ai tanti sacrifici fatti in questi anni. Domenica scorsa è stata organizzata anche una bella festicciola lì nel quartiere dove abito e dopo aver rivisto tutti insieme il filmato della gara ho brindato con gli amici, lo staff della squadra e i parenti”.

Cosa si prova ad indossare la maglia conquistata ai campionati italiani? “Si prova gioia pura. E’ veramente una sensazione gratificante dopo i tanti sacrifici fatti nella mia lunga carriera. Inoltre è la mia prima vittoria nelle Elite. Nonostante sono da qualche anno fra le più competitive fra le italiane, non avevo ancora vinto. Questa maglia mi ricorderà per un anno intero questa giornata fantastica”.

Cosa hai pensato quando ti si è levata la catena? Come hai reagito? “Ho pensato che un altra volta la sfortuna si stava abbattendo su di me. Ho cercato fin da subito di fare la gara cosiì come me l’ero immaginata e non potevo farla sfumare così. Un conto è perdere perché ti battono e un conto è perdere per un errore. Non mi sarei data pace e sicuramente sarebbe stata una delusione troppo grande da accettare. In quel momento mi è tornato alla mente un episodio di 2 anni fa: fuga a 2 come nell’italiano e nello sprint finale in salita mi si è rotta la catena. Ho tagliato il traguardo a piedi trascinando la bici e in lacrime. Ma a Cepagatti è andata diversamente. Non so come ho mantenuto la calma, poche pedalate a vuoto e ho rimesso la catena. Ho visto che la mia avversaria aveva preso terreno e a quel punto ho sprigionato tutto, compreso la rabbia e la voglia di riscatto”.

Cosa ti ha detto Paolo (Bettini) della maglia tricolore? Mi ha chiamato poco dopo, avvisato dal mio fidanzato Alessio. Noi siamo amici da tempo e ci frequentiamo anche al di là della bici con i rispettivi parters. Mi ha fatto i complimenti. Era molto contento e mi ha detto che questa vittoria me la sono meritata tutta, che e’ “una ruota che gira”: era arrivata finalmente una bella soddisfazione anche per me.

Cosa ti aspetti dalla prossima edizione del Giro d’Italia? “Sicuramente sarò più in evidenza del solito visto che indosserò questa maglia. Farò di tutto per onorarla al massimo. Io non mi reputo un’atleta da gara a tappe, perché soffro un po’ le salite lunghe e le cronometro, ma magari cercherò di farmi avanti in qualche tappa che mi si addice particolarmente. Ciao a tutti”.


Marta Vilajosana ritorna protagonista

Dopo la tua vittoria nella tappa conclusiva del Giro del Trentino hai partecipato ai campionati nazionali spagnoli. Com’è andata? “Sono andati come pensavo. Ho partecipato sapendo di non ottenere nessun grande risultato, solo per rispetto al mio paese. Ero molto stanca dal Trentino ma sono riuscita comunque a chiudere al 7° posto nella crono e al 10° nella prova su strada”.

L’anno scorso sei rimasta ferma per un infortunio. Oggi sei ritornata protagonista con la recente vittoria di tappa e stai facendo un ottimo lavoro all’interno della Lazio Ciclismo. Quali sono i tuoi obiettivi per il resto della stagione 2005? “I miei obiettivi per il 2005 sono gia stati oltrepassati, visto che ho gia vinto e sono stata convocata in nazionale per i mondiali di Madrid. Spero di continuare così”.

Cosa ti aspetti dalla prossima edizione del Giro d’Italia? “Al Giro tutto quello che verrà sarà buono visto che sono stata ferma quasi due anni a causa, prima, di un virus intestinale e, poi, per una lesione alle vertebre causata da una caduta. Sono molto contenta di essere arrivata ad alti livelli in così in poco tempo e per questo devo ringraziare la pazienza del mio preparatore Max Bonanomi. A presto “.

Gabriele Desiderio - Ufficio stampa SS Lazio Ciclismo Team Ladispoli

e-mail: info@sslaziociclismo.it www.sslaziociclismo.it

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