Parla Mauro Antonelli, dirigente storico del basket biancoceleste
14.4.2005
Chi meglio dell’ex Direttore Generale. poteva svelarci i segreti di questa assurda stagione, terminata con la retrocessione?
Ecco dalla voce di Mauro Antonelli tutta la verità.
(l’intervista è stata rilasciata ieri pomeriggio, prima della sconfitta che ha condannato matematicamente la Lazio alla C1)
Cominciamo dal principio: quando hai saputo che il Presidente Bocci avrebbe venduto la società, cosa hai pensato?
“Che noi laziali veri, abbiamo nel nostro codice genetico la sofferenza scolpita dentro, come le tavole consegnate a Mosè, ma che in fin dei conti si poteva aprire un ciclo importante, “ascoltando” i progetti e i proclami del nuovo propietario.”
Alla conferenza stampa di presentazione della società, parlando con Maurizio Polidori del progetto che stava nascendo lui mi disse: “Bisogna andarci con i piedi di piombo quando si parla di progetto in questo ambiente, speriamo di avere una bella annata, ma le parole in questo momento servono a poco saranno i fatti a parlare, il ritorno al Palazzetto per esempio mi sembra una cosa molto difficile…”. Fu profetico.
Tu che pensavi a quei tempi?
“Sinceramente ci ho pensato poco in quel momento, perchè ero veramente entusiasta che tutto ciò di cui ero a conoscenza ed era stato progettato,
venisse pubblicamente dichiarato ed esposto alla stampa ed ai media con tanta enfasi, nella conferenza stampa di presentazione in quel Luglio 2004 al Circolo Canottieri Lazio.”
Quando hai cominciato a capire che qualcosa non andava?
“Due sono le situazioni tra le tante:a) la poca chiarezza nel rapporto società (presidente sia ben chiaro) e Roberto Cipolat. b) nelle innumerevoli
telefonate ricevute in sede e al mio cellulare, da chi vantava dei crediti già ai primi di novembre,(ex giocatori, alberghi,studi fisioterapici,medici,aziende
fornitrici di materiale sportivo, Federazione, Lega Pallacanestro etc.), ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato quando dopo tante e tante
promesse (rilevatesi poi ciniche bugie), il 5 gennaio solo grazie al sottoscritto, siamo riusciti a scendere in campo contro l’Empolese in sei, perchè
nessuno e sottolineo nessuno voleva giocare, poi dopo la trasferta successiva di Olbia ho veramente capito che il tracollo era imminente.”
I tuoi rapporti con la dirigenza attuale (se così si può definire).
“All’inizio totale sintonia, poi chiaramente con il passare dei giorni massima delusione, e purtroppo un dolore immenso nel comprendere come sarebbe andata a finire, senza poter far nulla. Non voglio avere rapporti con chi fa del male alla “mia “Lazio, quindi…”
Polidori che va via, se ne è parlato molto, Maurizio forse ha capito ben presto come sarebbe andata a finire. Le tue riflessioni sulla sua decisione.
“Invece si è parlato poco di questa situazione, ma nelle “segrete” stanze il proprietario della Lazio Pallacanestro, era già tentato di porre fine al rapporto con Maurizio, se avessimo perso con il Palestrina (quarta di campionato) lo avrebbe esonerato..Maurizio ha preso la decisione di “comune accordo” con la società per non creare ulteriori scossoni. Io personalmente sono e sarò sempre un grande estimatore di Maurizio oltre che grande amico, parlavamo spessissimo e ti posso assicurare che i nostri dubbi sul proseguio della stagione e dei vari progetti erano fondati, perchè la società iniziava a comunicare svariate notizie a me e ai tecnici, che poi ripetutamente e puntualmente si trasformavano in bugie colossali.”
L’arrivo di Frattin è stata poco più che un’apparizione, che senso ha avuto (se lo ha avuto) secondo te?
“Sono stato con lui solo 20 giorni, non posso e non voglio giudicarlo, però posso tranquillamente affermare che è un carissimo amico dell’attuale
proprietario della Lazio Pallacanestro.”
La Lazio è quasi certamente in C1, ma il problema ora è che si rischia anche la sparizione della società. Cosa si può fare per cercare di salvare la situazione?
“Che il suo attuale presidente la smetta di dire bugie ormai cementate, e si faccia totalmente da parte e per sempre dal mondo del Basket, in tempo utile per tentare con tutti i mezzi leciti di salvare il nome, la storia, il titolo di questa grande e gloriosa società romana.” Un pensiero per i giocatori che si sono trovati invischiati in questa situazione.“Ognuno ha “viaggiato” per conto proprio, ma le vicende non consentivano altre soluzioni. Probabilmente sarebbero dovuti uscire allo scoperto prima, prendendo posizione e dichiarare pubblicamente la “comica” situazione, ma vanno assolutamente elogiati e ringraziati per come hanno continuato a sopportare la “tragicomica pantomina” in essere, poichè sono state le vere vittime di questo film horror”.
Un anno incredibile anche per te, una bandiera di questi colori e di questa società: due aggettivi, secchi, che ti vengono in mente per descrivere la stagione.
“Allucinante e scandalosa”
I tuoi progetti per l’anno prossimo, hai intenzione di rimanere nel basket? Magari lavorando da dirigente in qualche altra società?
“Ora sto dirigendo a Morlupo (UniversalClub), il centro giovanile di Basket, gestito e di propietà di Eraldo Bocci(un caro e vero amico che mi ha teso non una ma cento mani), perchè ho assoluto bisogno di lavorare e di conseguenza guadagnare. Il Basket è il mio mondo, la la mia vita da 35 anni, non voglio più fare progetti, vivo alla giornata, ma un grande desiderio dentro c’è, forse è un sogno a due colori ben precisi…, ma, chissà.
Il mio slogan che è di tanti come me è… Non Mollare Mai!!!”
(da basketincontro)