Pioggia di euro sul calcio femminile, dirigenti Lazio entusiasti
14.12.2004La finanziaria passata ieri al Senato prevede un sostegno economico alle società di DANIELE PICCINI
I BILANCI delle società di calcio femminile potranno godere di una boccata d’ossigeno. In un emendamento all’articolo 42 della manovra finanziaria, passata ieri al Senato, si prevede infatti per l’anno 2005 l’erogazione di 1.770.000,00 euro alle società di calcio femminile. L’articolo 42-bis in oggetto distribuisce le risorse finanziarie proporzionalmente alla categoria di appartenenza della società. In serie A, a ciascuna delle 12 squadre iscritte, andranno ben 50.000,00 euro. La metà di questa somma è destinata a ciascuna delle 24 compagini impegnate nella serie A2 e divise in due gironi da 12 squadre ognuno. A ciascuna delle squadre di serie B, dove nella stagione 2004-2005 sono impegnate 57 formazioni divise in cinque gironi, andranno infine 10.000,00 euro. Il sostegno economico che la finanziaria elargisce alle società andrà ovviamente ad agevolare anche i settori giovanili, in particolare i «Primavera». I contributi però non saranno cumulabili con quelli di altri enti pubblici. Dunque, nel caso che una società percepisse già altri sovvenzionamenti pubblici, la somma erogata secondo l’articolo 42-bis sarebbe decurtata. Il commento a caldo del direttore generale della Lazio femminile (iscritta alla serie A), Luigi Lomonaco, è dai toni entusiastici. «Sono da cinque anni nel calcio femminile e da uno sono dirigente. Da tempo dico che il futuro del calcio è donna. Il calcio maschile è ormai “scoppiato”». Quello femminile però è un po’ snobbato. «Queste ragazze faticano, ma non hanno ancora la giusta considerazione come “professioniste”». All’estero le cose funzionano diversamente. «So che negli Stati Uniti una partita di calcio femminile richiama anche 60.000 spettatori. Come mai da noi non avviene?». In Italia, intento, mancano le strutture. «A Natale avremmo dovuto giocare un triangolare in America con New York e Los Angeles. Ma abbiamo rinunciato perché poi sarebbe toccato a noi ospitare loro e non sapevamo dove». Ora molti progetti in cantiere potranno realizzarsi. «Una società seria dovrebbe avere un campo per gli allenamenti, uno per le gare ufficiali e poi disporre di una foresteria dove ospitare le altre squadre. L’8 marzo scorso — continua il dg biancoceleste — abbiamo presentato alla Regione il “Progetto Aquilotte”. Una struttura che prevede, tra l’altro, un ostello e un campo per disabili da realizzarsi presso Morlupo. Adesso abbiamo qualche possibilità in più». E l’opportunità di salvare il calcio femminile dal limbo e fargli guadagnare quella visibilità in più che meriterebbe.
(fonte: il Tempo)