“Caro” Palazzetto, la Lazio Volley cerca casa…
3.12.2004
Chiara D’Arpino, presidente della squadra maschile, rivela le difficoltà incontrate a Viale Tiziano: “Campo senza righe e Claudio Toti che ci chiede soldi senza mostrarci il contratto di locazione con la Coni Servizi”. I dettagli
di Gianluca La Penna
Rappresenta la massima espressione della pallavolo nella capitale ma, da questa stagione, la Lazio non può dire di avere una propria casa. L’antico sodalizio nato nel 1951, vincitore anche di due scudetti, in più di un’occasione ha trovato infatti molte difficoltà quando ha giocato tra le mura amiche del Palazzetto dello Sport.
Proprio l’impianto di Viale Tiziano infatti, è al centro di un giallo tra la Lazio Volley ( ma lo stesso dicasi per la Lazio Basket maschile, serie B2 e la Siram Pallavolo femminile, B1) e la Virtus Roma Basket che da quest’anno, grazie ad un’intesa con la Coni Servizi Spa - che gestisce l’area per conto del Campidoglio - è di fatto “padrona” della struttura situata a due passi dallo stadio Flaminio.
Il presidente della Lazio Pallavolo, Chiara D’Arpino - come annunciato in due lettere dirette, tra gli altri, al Coni, al sindaco Veltroni e al presidente della Virtus, Claudio Toti - chiede di “poter vedere copia del contratto di locazione dell’accordo tra la Virtus Basket e la Coni Servizi SPA, come previsto legge 241/91 sulla Trasparenza”. D’Arpino, che guida una società che nelle ultime due stagioni ha fatto un doppio salto dalla serie C alla B1 e che mira “entro 3 anni alla promozione nella massima serie”, rivela tutti gli inconvenienti cui i suoi atleti sono andati incontro prima di alcuni match casalinghi.
“Il 13 novembre in occasione di Lazio-Uta Cagliari, alle 16 abbiamo trovato il campo occupato per una manifestazione non sportiva, “ospiti” autorizzati dal Signor Bottai, responsabile Virtus. Allora, un altro dipendente di Toti creò un tale trambusto tanto da avere un richiamo verbale dall’arbitro - racconta il numero 1 delle Aquilotte - Situazione simili sabato scorso, quando abbiamo condiviso lo spogliatoio con la squadra avversaria, continuando a trovare i cartelloni pubblicitari della Virtus. Addirrittura - continua - a cinque minuti dall’inizio della partita mancavano il seggiolone dell’arbitro, gli spazzoloni per asciugare il campo e le righe del terreno di gioco”.
Quella sollevata da D’Arpino è sì una questione economica, ma soprattutto di chiarezza. Il 4 ottobre infatti la Coni Servizi Spa in una lettera comunicava: “Ai sensi del relativo contratto la concessionaria è tenuta ad assicurare alle condizioni economiche stabilite dall’apposito Regolamento della C.O.N.I. Servizi S.P.A - l’uso dell’impianto anche per la stagione 2004-2005 alle società che ne hanno già fruito in quella passata”.
Missiva nella quale si chiedeva anche di formalizzare un’intesa con il concessionario, ovvero Toti. Accordo, spiega D’Arpino, impossibile per due motivi: come rivelato dal Corriere dello Sport del 27-11-2004, i tariffari della alla C.O.N.I. Servizi S.P.A. ancora non sono stati approvati; in secondo luogo, Toti non ha risposto alle sollecitazioni della Lazio Volley circa l’accordo.
A tal riguardo, D’Arpino il 9 novembre ha ricevuto la richiesta formale di dati da Piergiorgio Bottai per stilare una fattura da 60 e 70 euro più iva rispettivamente per ogni ora di allenamento e di partita. In sostanza da una parte Toti, tra un’inaugurazione e l’altra con il sindaco Veltroni, chiede i soldi alla Lazio come “proprietario” del Palazzetto, dall’altra si rifiuta di mostrare il contratto che attesti questo stato di fatto.
“Il sindaco Veltroni, sempre attento, ha detto di voler fare di Roma la capitale del volley e del basket - conclude D’Arpino - Noi siamo nati nel centro sportivo circoscrizionale del XVII Municipio e abbiamo tirato su anche una squadra di Minivolley, under 14, under 15, under 17 e under 18, proprio perché intendiamo lo sport come formazione e non come un modo per fare soldi. Speriamo di avere dal sindaco, dal Coni e da Claudio Toti una risposta adeguata, altrimenti saremmo costretti a compiere tutti i passi del caso per tutelare i nostri diritti”.
(fonte: RomaOne)