Finali scudetto Allievi 2004: ecco chi sono i nostri ragazzi

23.9.2004

La Lazio di Mario De Rosa.

Dici Lazio e ti sembra di sentire nell’aria la voce di Proietti, perchè la Lazio squadra è come Roma città. E’ tutto ed è niente, è affascinante ed iraconda, bella come la luce del sole, brutta come la notte del sabba. E’ la Lazio che ora artiglia come l’aquila che ne è simbolo, ora pare infrenata da malie, pallori, insani sonni.Si stupisce della sua bellezza, si contempla qual Narciso al fonte e cade spesso negli inferi della sconfitta in finale e quindi del secondo posto. Le capita a Fiuggi 2003 nella finale del campionato Ragazzi, ove subisce una dura punizione da un Posillipo operaio, le capita a Pescara 2003 ove riesce a perdere una partita che aveva sempre guidato, le capita a Salerno 2004, arriva terza nel campionato invernale Allievi domandandosi come si fa a sprecare tante superiorità ed a vivere di molti egoismi. Di quella Lazio camoglina saranno tutti presenti, con in panchina Mino Di Cecca, che crede in questi ragazzi tanto e con così grande affetto, che ha tentato di rubarci non il mestiere, ma quella prosa sospesa tra la realtà e la retorica, che spesso infliggiamo ai nostri lettori. Il problema per Mino sarà quello di coniugare la sua capacità tattico con l’umorale atteggiamento dei suoi giovani, tra i quali il portiere Antonio Onida (1988) si segnala per il senso della posizione ed il grande carisma. Suo vice è il coetaneo Matteo Pezzoli, mentre davvero formidabile appare la batteria dei centri: ben tre con Iacopo Mandolini, la piovra, anno ‘89, molto determinato, in evidente fase di miglioramento, Claudio Rotondella (87), che “sente” la porta, Tiziano Piccirilli (88) dalla gigantesca apertura alare, la cui esplosione garantirebbe messi di reti, successo alla squadra, viatico al quotidiano impegno dell’allenatore e grande soddisfazione al suo primo tifoso: il nonno. Il reparto difensori, che si avvale anche dell’apporto del gigantesco Piccirilli, ha in Pierpaolo Pinelli (1988, reduce da una non felice annata ) e Matteo Pisicchio ( il cagnaccio, 1987) i soldati che fino allo stremo difendono nella buona e nell’avversa sorte la patria biancoceleste, così come fa Marco Cordella (88), cerottino, nuotatore, come tutti coloro che provengono dall’Alma. Non tradiranno mai. Attaccanti: fantasia ed estro sono la dote primaria di Gabriele Letizi (88), che ha vissuto alterni momenti di gloria. La partecipazione come nazionale al torneo di Barcellona, non poche esperienze nella categoria superiore avranno motivato fortemente questo ragazzo. Lo attendiamo da anni, invece, si impegna spesso nello smentirici: parliamo di Claudio Cipriani (87), mancino, dalle molte doti tecniche. E poichè nella Lazio la fantasia è al potere eccoti d’acchito la citazione per Giulio Malvestiti, genio e sregolatezza (88), convinto od incerto delle sue doti ancora non si sa, a lui ormai sciogliere il dilemma, e per il funambolo ma alternante Alessandro Bartolocci (1988), che svaria su tutto il fronte d’attacco. Un tris di (attesi) assi. La squadra è completata dai fratelli Vitale, ex Roma come Rotondella e Bartolocci. Francesco (1988) lo ricordiamo marcatore, lo ritroveremo centrovasca: combattente naturale. Il fratello Daniele (89) appare furbo ed intelligente: è il baby della squadra. Ci sarà spazio anche per lui. In panchina al fianco di Di Cecca siederà una figura mitica della Lazio: il direttore sportivo Tommaso Pesapane

Articoli correlati:

  • Nessun articolo correlato