Marconi, il collezionista di medaglie cerca un’altra impresa nei tuffi ad Atene

21.7.2004

(fonte: Corriere dello Sport-Stadio)

I PERSONAGGI DELLA POLISPORTIVA

di Anna Tina Mirra

Un’avventura cominciata quasi per gioco. E’ quella che ha vissuto e sta ancora vivendo Nicola Marconi, che tra un mese partirà con la Nazionale azzurra di tuffi per Atene, dove cercherà di conquistare un’altra medaglia, questa volta olimpica, da aggiungere al suo già lungo palmares. Attualmente in ritiro collegiale al Foro Italico fino al 28 luglio, al quale seguirà l’impegno con i campionati italiani assoluti estivi a Colle Val d’Elsa (Siena) e poi di nuovo il ritiro fino a metà agosto, il giovane tuffatore - allenato da Domenico Rinaldi e tesserato sia con la Marina Militare che con la S.S. Lazio Nuoto - ha collezionato le ultime sue tre medaglie proprio quest’anno: due d’oro nei tuffi dal trampolino di tre metri in sincro con il fratello Tommaso, una nella Champions Cup European a Stoccolma e l’altra agli Europei di Madrid, ed una d’argento nei tuffi individuali dal trampolino di 1 metro sempre a Madrid. Senza contare le altre degli anni precedenti. Le più importanti quelle d’oro agli Europei Juniores di Istanbul nel 1993 nei tuffi dal trampolino di un metro, agli Europei di Istanbul nel 1999 nei tuffi dal trampolino di tre metri in sincro con Miranda e agli Europei di Berlino nel 2002 nei tuffi dal trampolino di 1 metro. Nel suo medagliere anche un argento, alla Coppa Europa di Stoccolma nel 2003 nei tuffi sincronizzati dal trampolino di due metri, e quattro bronzi, due nei sincronizzati dal trampolino di tre metri agli Europei di Siviglia nel 1997 e di Berlino nel 2002 e due nei tuffi individuali dal trampolino di tre metri nelle Champions Cup European di Stoccolma negli anni 2001 e 2002. “Non credevo – confessa – di poter arrivare a questo punto. Quando ho cominciato a 5 anni non sapevo nemmeno che i tuffi fossero una disciplina olimpica. E’ stato un crescendo di sorprese”. Ottimista e realista, con il cuore gonfio d’amore per lo sport che per lui “non è sacrificio, ma soltanto un piacevole impegno”, il venticinquenne capitolino si è avvicinato a questa disciplina sportiva dietro consiglio della sua prima istruttrice di nuoto all’Aniene, Patrizia Vittorioso. “Ero pigro e scapestrato e mi consigliò di provare con i tuffi, che potevano essermi più congeniali. La prima volta mi tuffai nella piscina dell’Acquacetosa; e pensare che ora prenderò parte alle Olimpiadi, che sono il sogno di qualunque atleta, per la seconda volta consecutiva”. Quattro anni fa, a Sydney, nei tuffi sincronizzati dal trampolino di tre metri, si è classificato 8°, mentre in quelli individuali, sempre dal trampolino di tre metri, 26°. “Il mio sogno sarebbe quello di arrivare, nella mia disciplina sportiva, al livello Klaus Dibiasi, che ha vinto tante medaglie olimpiche. Non disdegnerei neanche se un giorno venissi ricordato come Cassius Clay, alias Muhammad Ali, il più grande pugile di tutti i tempi. La boxe è uno degli altri sport che prediligo e poi anche lui ha cominciato per un caso fortuito, dopo essere capitato da bambino in una palestra, dove era alla ricerca della sua bicicletta rubata”.

Ma chi è Nicola Marconi quando non si “butta” dal trampolino? Studente allo Iusma, sottoufficiale della Marina Militare, ama andare al cinema, leggere libri ed anche trascorrere una parte del suo tempo libero al Canottieri Lazio, del quale ritrovo capitolino è socio onorario. “E’ proprio al circolo – conclude - dove fin da bambino andavo con mio padre, che ho cominciato a capire che cosa significasse entrare a far parte del mondo biancoceleste. Ho cominciato con le Fiamme Oro a 6 anni e nel 1990 sono passato alla S.S. Lazio Nuoto. Non potrò mai dimenticare il giorno in cui ho ricevuto i complimenti del presidente Renzo Nostini: lui sì che è un altro grande campione da emulare”. (a.t.m./infopress)

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