Emergenza societaria: Lettera aperta delle giocatrici della Lazio

15.7.2004

LETTERA APERTA DELLE GIOCATRICI DELLA LAZIO (luglio 2004) ROMA 06-07-04 ..se siamo giunte a scrivere una lettera per cercare un sostegno, un aiuto, uno sfogo, è perché la situazione “LAZIO FEMMINILE” è diventata veramente insostenibile. Ci sentiamo USATE, ILLUSE e DELUSE. Già all’inizio di questa stagione calcistica la nostra squadra ha attraversato una serie di problemi economici, che hanno costretto la vecchia dirigenza (Fiormonte-Insegno) a svincolare e cedere 9 giocatrici e a passare il “testimone Lazio” nelle mani di nuove persone. Un’appariscente presentazione della nuova società (con tanto di pullman privato, tailleur nuovi per quasi 50 ragazze, cena e buffet pagati per più di cento persone!), una cordata di imprenditori davanti i nostri occhi, le loro parole e la loro garanzia di un promettente futuro societario sono stati sufficienti a farci illudere che le cose si fossero realmente sistemate. Dalle dichiarazioni di quella sera era emerso inoltre il fatto che la situazione economica della squadra non fosse poi così drammatica come lo si era descritta, anzi. Strano, molto, dato che a fine mese i rimborsi spese che spettavano a noi ragazze ed altri componenti dello staff continuavano a non esserci. Un giorno un imprevisto, uno una dimenticanza, un altro un’emergenza..siamo arrivate a fine giugno ed i compensi per noi ragazze continuano a non esserci! Precisiamo che nel frattempo i tanti volti interessati alla squadra visti la sera della presentazione pian piano scomparivano, tanto che ora, l’unica e attuale responsabile rimasta della società è Elisabetta Cortani. A lei dobbiamo rivolgerci per parlare, lei decide le modalità per le trasferte, lei chiama o manda via le persone, lei la figura che ci ha riempito di false promesse e scadenze mai mantenute da quando ha preso in mano questa società..lei che forse riuscirà a rovinarla. Per noi, ragazze ventenni o poco più, non è facile scrivere queste parole, e ancora più difficile è rendersi conto che qualcuno sta usufruendo della nostra passione per togliersi uno sfizio.. Non è giusto. Non è giusto usare un’ intera squadra come una sorta di giocattolo, non è giusto promettere di dare, a persone, ragazze, professionisti appassionati, ciò che non si è certi di avere… NON E’ GIUSTO DISTRUGGERE COSI’ QUELLO CHE SI E’ COSTRUITO CON SACRIFICIO, SUDORE, AMORE. Molte di noi hanno rinunciato al lavoro per poter coltivare ancora qualche anno questa grande passione, altre hanno lasciato la loro famiglia, la loro città per rincorrere il sogno di un calcio capace di premiare la tenacia, l’impegno e la professionalità delle sue giocatrici…. E invece eccoci tornate alla realtà: presidenti e dirigenti capaci solo di parlare, di farsi grandi sul nostro sudore, incapaci di gestire una società e soprattutto ciechi di fronte alle nostre esigenze. La Lazio Calcio Femminile da più di 20anni è patrimonio di Roma e della Polisportiva Lazio, prima di noi, ragazze hanno lottato duramente per non retrocedere in serie B, appena tre anni fa le stesse, orgogliose, sventolavano il tricolore. Oggi invece.. tutti i sacrifici fatti per crescere sembrano essere cancellati, tutto sta per essere gettato all’aria a causa di una persona incompetente in materia, che per una semplice questione di principio non ammette di aver sbagliato, di essersi avventurata in qualcosa più grande di lei, una persona che si ostina a rimanere a capo di un’intera squadra in difficoltà.. una squadra che ha portato avanti un intero campionato lottando e continuandosi ad allenare e giocare anche senza un’ adeguata assistenza medica, una squadra che non fa di questa diringenza solo un problema economico: ANCHE TUTTI I SOLDI DEL MONDO NON SARANNO SUFFICIENTI A COLMARE L’IGNORANZA(calcistica) E LA MANCANZA DI RISPETTO NEI NOSTRI CONFRONTI! La Lazio femminile è andata avanti con tanti sacrifici, ora NON SI ARRENDE e non accetta di TORNARE INDIETRO. Riteniamo che la Divisione, la Polisportiva e la Lega Nazionale Dilettanti quanto e più di noi debbano essere interessati alla crescita del calcio femminile e alla tutela delle sue ragazze, per questo chiediamo di essere ascoltate e prese in considerazione, ci sembra assurdo che proprio noi, le “protagoniste” di questo sport, siamo le ultime a contare qualcosa. Ribadiamo che i problemi non sono solo di carattere finanziario, è di fronte alle ingiustizie morali che siamo costrette a subire che non ci sentiamo affatto tutelate. Il nostro è un invito a collaborare nel tentativo di rendere forte e invulnerabile il progresso compiuto dal calcio femminile in Italia, e per farlo è necessario educare o evitare persone che, per negligenza o poco amore, si permettono indisturbate di prendersi gioco di noi ragazze e di tutti coloro che svolgono il loro lavoro, nell’ambito del femminile, con dedizione passione e professionalità.

LE CALCIATRICI Maria Jole Volpi Chiara Marchitelli Maria Sorvillo Valentina Boni Valentina Lanzieri Julia Olmos Karin Pelloso SOSTENUTE ED APPROVATE DALLE RAGAZZE LAZIALI SVINCOLATE: Patrizia Panico Monica Caprini Ilaria Pasqui Lina Marsico Tatiana Zorri Selena Mazzantini Piera Maglio Gioia Masia

E DA ALCUNI COMPONENTI DELLO STAFF ALLONTANATI: Dott.ssa Cristiana Gazzellone (FISIOTERAPISTA) Dott.ssa Carola Rossi (FISIOTERAPISTA)

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