Promozione in A1: La Lazio replica alle accuse del Plebiscito Padova
5.7.2004Roma non ci sta e replica alle accuse provenienti da Padova dopo la gara 3 dello spareggio-promozione di A2. Maurizio Mirarchi, allenatore della Lazio, giudica le dichiarazioni del dirigente patavino Guido Taglia “assolutamente sorprendenti. Innanzitutto non è vero che non c’era la forza pubblica in piscina, c’erano una quindicina di poliziotti che al termine della gara hanno accompagnato i tifosi patavini al loro pullman. E poi tutto quello che è successo nel dopo-gara non è stato provocato dalla Lazio, ma da un giocatore del Plebiscito che in acqua ha avuto la bella idea di rifilare un pugno a Gitto, un ragazzino dell’86, subito dopo che è suonata la sirena. E inoltre un altro giocatore patavino ha cominciato a lanciare birilli verso la tribuna scatenando la reazione dei nostri tifosi”.
Cirkovic, allenatore del Plebiscito, e Taglia, direttore sportivo, raccontano: “Ero a bordo vasca - racconta l’allenatore del Plebiscito Juraj Cirkovic - quando, pochi minuti dopo la fine della partita, dalla tribuna mi hanno tirato una bomboletta di latta che mi ha colpito nella zona bassa della schiena. Quasi subito ho avvertito un forte dolore, mi sono steso a terra e, mentre ero disteso, mi è arrivato anche un calcio. Non ho capito chi mi abbia colpito, perché si era creato un parapiglia tra le due squadre, ma la bomboletta era abbastanza pesante e se mi avesse colpito in testa o al volto poteva farmi veramente male”. “Durante la settimana - racconta il diesse patavino Guido Taglia - la Lazio ha messo pressione alla federazione e agli arbitri tramite gli organi di informazione e lamentandosi direttamente per l’arbitraggio della gara di Padova (vinta dalla Lazio 11-13, ndr). Il risultato è stato che in vasca l’arbitro De Chiara ha permesso ai laziali di fare un gioco molto pesante che ha contribuito ad esasperare gli animi. Alla fine siamo stati bravi a non reagire ed andare via subito da sotto le tribune, perché ci stava piovendo addosso di tutto. Se fossimo rimasti lì a rispondere alle provocazioni, poteva finire veramente male. In un impianto dove c’erano oltre mille persone, non era presente nemmeno un poliziotto”.
La replica di Tommaso Pesapane, direttore sportivo della Lazio:
“Sono costretto per il buon nome della Società che rappresento, la Lazio Nuoto, a ribattere alcuni passi dell’articolo in oggetto perchè non veritieri. La Serie A1 non è sfumata da parte del Plebiscito negli ultimi cinque minuti dell’ultima sfida, bensì nell’incontro di ritorno disputato a Padova il 26 Giugno scorso. Dopo la splendida vittoria nella gara 1 al Foro Italico, realizzata dopo una condotta di gara perfetta, irripetibile, che sorprese la nostra squadra costringendola ad una prestazione mediocre, la peggiore della stagione, anch’essa irripetibile; nelle immediate ore della vigilia della gara di ritorno, venerdì sera e sabato mattina, ho notato, nella piscina sociale del Plebiscito troppa euforia nell’ambiente, intento più a preparare i festeggiamenti per la A1 che a preoccuparsi dell’orgoglio ferito e della prevedibile reazione degli atleti laziali nella gara di ritorno. Nella gara 2, infatti, nonostante la cattiva serata degli arbitri, può capitare, con 22 espulsioni e 2 rigori contro, il Plebiscito non è riuscito a prevalere sui nostri meravigliosi ragazzi che hanno gettato in acqua tutto il loro orgoglio, coraggio, voglia di vincere e cuore. Negli ultimi due tempi supplementari la nostra panchina, in conseguenza di tali espulsioni, era occupata dal solo portiere di riserva Manzetti, ed addirittura negli ultimi minuti della partita erano in acqua un ‘87, due ‘86, due ‘85, cioè la squadra Juniores, e proprio in questi frangenti che il Padova ha mancato la serie A1, soggiogata dall’abnegazione e dalla voglia di vincere dei nostri ragazzi. Alla fine dell’incontro gli sportivissimi tifosi patavini, imbarazzati, perché nonostante gli errori arbitrali sfavorevoli, La Lazio Nuoto era riuscita a prevalere sulla loro squadra, ci hanno applaudito. Dopo questa inopinata sconfitta, che in realtà ha impedito i festeggiamenti già programmati, si è instaurato un clima teso, ma nell’ambiente del Plebiscito, poiché la delusione per la mancata promozione è stata grande. Voglio inoltre precisare che durante la settimana la Lazio nuoto non ha fatto nessun tipo di pressione, abbiamo solo descritto alla stampa i principali episodi accaduti nella gara 2, magnificando di contro il comportamento eroico dei nostri ragazzi. E’ in questa gara, ripeto al Sig. Taglia, che il Plebiscito ha mancato la promozione in A1, considerando anche che la Lazio Nuoto, era priva di ben tre titolari, come del resto nella gara 3. Sono molto dispiaciuto di quanto accaduto in questo ultimo incontro al vostro bravo tecnico Cirkovic, episodio inqualificabile e non esaltante per il nostro magnifico sport della pallanuoto. Però anche questo deprecabile episodio è conseguenza del comportamento dei Vostri atleti. Al suono della sirena che decretava la fine dell’incontro uno degli atleti patavini ha sferrato un pugno al nostro Gitto, classe ‘86, ed un altro ha gettato in tribuna uno dei birilli segna-campo provocando reazioni, sia pure deprecabili, da parte dei tifosi. Come si può accusare di gioco duro gli atleti laziali quando sul punteggio di 8 a 6 per la Lazio un giocatore patavino, trasformando il gioco della pallanuoto in una sorta di tiro alla fune, strattonava il braccio sinistro del nostro atleta Riccadonna, con conseguente spostamento della spalla e ricovero in ospedale. Lo stesso episodio si era verificato in gara 1, con il nostro atleta Gatto, e quindi non più utilizzabile nelle successive partite. Che dire al Sig. Taglia? Capisco la sua delusione, per cinque anni l’ho provata anch’io, però per il bene di questo meraviglioso sport che è la pallanuoto, smettiamola noi dirigenti, atleti, arbitri, di dire che l’insuccesso è sempre colpa di qualcuno non riconoscendo mai le proprie responsabilità. Auguro al PLebiscito Buona Fortuna per il prossimo anno.